lunedì 25 maggio 2020

Un ateo

Persone senza una fede religiosa
Un ateo
Noi non abbiamo che un breve periodo da vivere sulla terra, eppure viviamo come se la nostra permanenza sulla terra durasse per sempre. Io ho incontrato qualcuno che per tutta la vita è vissuto credendo che Dio non esiste. Vorrei presentarvi questa persona. Era un uomo sano, godeva di ricchezze e di prestigio e nella vita non gli mancava nulla. Pensava: «A che serve cercare Dio?» Credeva che le persone cercassero Dio perché nella vita mancava loro qualcosa, ma lui non aveva bisogno di Dio perché non gli mancava nulla. Chiedendo: «Dov’è Dio?» si godé le ricchezze della sua vita finché non andò nel mondo spirituale. Secondo quanto racconta, quando concluse la sua vita agiata sulla terra e giunse qui nel mondo spirituale, non c’era nulla di preparato per lui. Non c’era nessuno che si prendesse cura di lui, non c’era niente né da mangiare né da vestire per lui, e persino tutti i suoi amici lo disprezzavano e lo maltrattavano.
Le persone intorno a lui continuavano a prenderlo in giro dicendo: «Tu non mangi questo genere di cose, vero? Non indossi questo tipo di vestiti, vero? Tu non vivi in questo tipo di luogo, vero? Perciò vai a mangiare quello che vuoi mangiare nel tipo di posto che ti piace». Così era scacciato da tutte le parti e finì per essere costretto a vivere come un mendicante senza sapere per quanto tempo avrebbe continuato quel genere di vita. Quando gli chiesi se sapeva perché era finito in quello stato miserabile, rispose dicendo: «Dio è giusto ed equo». Disse che, anche se qui meritava di soffrire perché aveva goduto di ogni abbondanza e gloria sulla terra, sperava lo stesso anche adesso di pentirsi per aver negato Dio e di potersi aggrappare a Lui. Disse che dopo essere finito in quella situazione di difficoltà e di bisogno, era riuscito a vedere i suoi errori passati, e che seguirebbe Dio se Lui non lo abbandonasse, o addirittura anche se lo abbandonasse. Disse che se andasse da Dio, Egli un giorno lo perdonerebbe; aveva fiducia che Dio è una persona del genere.
In generale, se siamo troppo immersi nella gioia e negli agi della vita terrena, cadiamo facilmente in trappola e non siamo capaci di uscirne. Quindi, le cose terrene possono facilmente essere un veleno mortale per noi e dovremmo trattarle e considerarle nel modo appropriato. Come tutti sapete, gli esseri umani hanno una duplice natura, il sé spirituale e il sé fisico, che sono necessari rispettivamente per il mondo eterno e per la vita terrena. Pensate profondamente su quale di questi due aspetti vi volete focalizzare nella vostra vita.
19 maggio 2000

La vita di una suora

Il mondo dove la mente e il corpo si uniscono
Nella nostra vita sulla terra, il problema dei vestiti, del cibo e dell’alloggio è importante, ma lo è solo per la crescita del nostro corpo. Dovreste pensare profondamente a cosa potete fare per sviluppare il vostro spirito eterno. Infatti, non è forse vero che la nostra vita sulla terra non è che un grandioso sogno di primavera? Non possiamo assolutamente ignorare le questioni che riguardano il nostro spirito solo perché non possiamo vederlo. A questo punto vorrei introdurre la vita di una suora che per tutta la sua vita di fede si preoccupò e tormentò seriamente su come perfezionare il proprio spirito. Nella sua vita non poteva liberarsi dall’angoscia del problema del sé fisico e del sé spirituale, perché si rendeva conto che se si seguono gli impulsi del corpo si fa soffrire la mente, mentre se si segue la mente si fa soffrire il corpo. Incapace di risolvere questo problema intraprese il cammino della ricerca religiosa. Tuttavia, neanche attraverso la sua vita religiosa riuscì a trovare una risposta, e questo la faceva sentire in conflitto e si chiedeva se avrebbe dovuto ritornare nel mondo.
Non riusciva a capire perché Dio aveva creato gli esseri umani in una forma così miserabile. Un giorno, tuttavia, mentre pregava sentì il calore di Dio e udì una voce solenne dal cielo che diceva: «Io sono Jahvè, che è il tuo Genitore e nello stesso tempo il Genitore di tutta l’umanità. Ora tu stai vivendo in un mondo molto limitato e temporaneo, ma nel tuo futuro c’è un mondo dove potrai vivere nella felicità e nell’abbondanza. Però non andrai in quel mondo con il corpo». Per tutto quel tempo la suora tremava. Da quel momento smise di preoccuparsi delle cose fisiche e, comprendendo che la vita sulla terra serve per maturare lo spirito, iniziò una vita religiosa per preparare il suo essere interiore a vivere nel mondo eterno. Anche se doveva sempre lottare per la sua incapacità di unire la mente e il corpo, prese a cuore l’esortazione di Dio e si dedicò con fervore a coltivare il proprio spirito. Ma per quanto si sforzasse, sulla terra non riusciva facilmente ad unire la mente e il corpo o a portare alla perfezione la sua spiritualità.
Tuttavia – secondo il suo racconto – una volta giunta qui nel mondo spirituale, sperimentò l’amore di Dio, nel quale poté risolvere i problemi che l’avevano afflitta sulla terra. Lei asserisce che dal momento che l’amore di Dio è onnipresente e onnipotente, può risolvere tutti i problemi umani. Ad esempio, lei ha visto che, dovunque Dio andava, tutti gli alberi e le piante intorno a Lui cercavano in ogni modo di darGli gioia secondo le loro caratteristiche e forme particolari, e tutte le persone intorno a Lui apparivano cordiali, umili, in pace e felici anche se non c’era nessuno a dare loro ordini o a intervenire nella loro vita. Ogni loro atteggiamento aveva origine nell’amore di Dio e, come un magnifico dipinto, la loro mente e il loro corpo erano completamente uniti. Capì che la forza che ci spinge ad unire la nostra mente e il nostro corpo, è solo l’amore eterno di Dio, che Egli ci ha dato al tempo della nostra creazione.
La disunità della nostra mente e del nostro corpo è una distorsione della forma originale dell’essere umano. Perciò lei ha capito che la vita di fede e la cura dello spirito sono assolutamente necessari per poter riconquistare l’immagine originale. Quello che ha scoperto osservando tante cose qui è che gli esseri umani si sono allontanati dall’immagine originale durante il processo della loro crescita. Ha capito chiaramente che l’amore infinito di Dio è la forza per superare ogni ostacolo e risolvere ogni problema. Dobbiamo tutti assolutamente prepararci per la vita ultraterrena per vivere lì eternamente nell’amore di Dio. Dobbiamo cercare di alimentare il nostro essere interiore mentre abbiamo il nostro corpo. Questa era la conclusione della suora.
17 maggio 2000

L’errore delle divisioni confessionali

L’errore delle divisioni confessionali
Tutti protestanti e cattolici, sono partiti centrandosi sull’amore di Dio e servendo Dio come oggetto supremo della loro fede. Quindi è sulla base di un grave errore che i protestanti e i cattolici si sono divisi frazionandosi in tanti gruppi e denominazioni. Le loro divisioni si basano su differenze nel modo di vedere la fede, la vita e l’universo alla luce delle parole di Gesù. Tuttavia, non servono forse tutti il solo ed unico Dio, e non è forse vero che le loro idee fondamentali affermano, anziché negare, l’esistenza di Dio? Dal punto di vista di Dio, parlare di Cattolicesimo, Ortodossia orientale, Protestantesimo, Chiesa Presbiteriana, Battista etc. è semplicemente stupido. Questa divisione tra le confessioni religiose è un oltraggio a Dio, poiché Dio vede tutti gli uomini allo stesso modo come Suoi figli. A questo punto vorrei presentare l’opinione di un altro sacerdote. Egli indagò sulla realtà della divisione tra le sette e sollevò molte questioni teologiche riguardo questo problema su tanti livelli.
Oltre al Protestantesimo e al Cattolicesimo c’è un’infinità di altre religioni. Il Dio che servono è diverso oppure rappresentano tutte lo stesso, unico Dio? Perché gli esseri umani cercano Dio e anelano al mondo dell’aldilà interrogandosi su di esso? Qual è la natura di Dio e la natura originale dell’uomo, e come differiscono queste nature? Si tormentò su queste questioni per lungo tempo. Ogni paese ha un gran numero di religioni diverse eppure, alla fine, si prefiggono tutte il raggiungimento del bene e la creazione di un’unica comunità umana. Questo ci fa capire che la religione è essenziale e indispensabile per la vita dell’uomo e che non possiamo mai prendere alla leggera l’influenza che essa ha sulla nostra vita. Allora, da dove viene il desiderio religioso e perché non riusciamo mai a fare a meno della nostra religiosità? Da dove viene la religiosità dell’uomo? Perché desideriamo ardentemente Dio e cerchiamo di aggrapparci a Lui? Se le persone non si affidano al Dio assoluto, cercano comunque di affidarsi a qualche essere: si inchinano, ad esempio, davanti al mare, a un fiume o a un albero, e cercano di deporre i pesi della loro vita ai piedi di qualche divinità. Da dove viene questo tipo di natura?
Malgrado il nostro costante desiderio di essere perfetti, perché non possiamo fare a meno di vivere come creature imperfette? Perché non possiamo decidere le questioni che riguardano la nostra vita e la nostra morte?  Perché la maggior parte delle persone vive ogni giorno nell’ansietà e nell’insicurezza di un domani incerto? Queste erano le domande che angustiavano questo prete. Secondo il suo racconto, intraprese la via della religione perché sentiva che non poteva vivere una vita normale e avere una famiglia mentre era tormentato da queste domande. Ma anche nel corso della sua vita religiosa, non riuscì a trovare una soluzione fondamentale ai problemi della realtà umana. «Come possiamo dire che Dio esiste, quando non possiamo neppure vederLo o parlarGli tranquillamente?» – si domandava. Ma anche se nella sua ricerca religiosa nutriva tanti dubbi sulla vita, non poté abbandonare la religione. Questa fu la sua vita sulla terra.
Dopo aver concluso la sua vita terrena seguendo la religione ed essere venuto nel mondo spirituale, i suoi dubbi continuarono. Tuttavia, quello di cui si è reso chiaramente conto qui, è che nel mondo spirituale le diverse religioni possono servire il loro fondatore, ma le divinità che servivano sulla terra non si possono vedere da nessuna parte – il loro oggetto di fede è l’unico Dio. Un giorno qualcuno stava tenendo una conferenza ad una grande folla. L’oratore parlava con fervore e diceva: «Non esiste nessun Dio per noi, esistiamo solo noi». All’improvviso, però, tutta l’area si oscurò e scoppiarono tuoni e fulmini in un vortice di vento. Dopo un po’ l’oscurità se ne andò, apparve una luce splendente e si poté udire una voce tonante che diceva: «Io, Jahvè, sono il Creatore di tutta l’umanità. Senza inizio né fine, c’è un solo, unico Jahvè». Tutti i presenti tremavano, mentre l’appassionato oratore era già scomparso.
Quello che il prete capì, attraverso questa esperienza, è che, quantunque ci siano tante religioni e denominazioni diverse, le loro uniche differenze sono nel modo di servire Dio, e che per tutti noi esiste un solo Dio, Jahvè, il Dio di tutte le genti. In quel momento, finalmente, poté mettere completamente a tacere i dubbi che l’avevano tormentato per tutta la vita e iniziare a concentrarsi solo a servire Dio. Disse che voleva comunicare con fiducia a tutte le persone religiose che sono alla ricerca, che hanno degli interrogativi e si tormentano come lui, che esiste un solo oggetto supremo della nostra fede. Sosteneva che le divisioni fra le confessioni sulla terra sono sorte dal pensiero sbagliato dell’uomo, e che se tutta l’umanità servisse l’unico Dio, non ci sarebbero scismi tra le sette. In conclusione, sottolineò che Dio potrà riposare tranquillo solo quando le diverse religioni si uniranno, e la pace dell’umanità si realizzerà soltanto quando serviremo il solo e unico Dio.
11 maggio 2000

Dio è il genitore dell’umanità

Pastori Protestanti 
Dio è il genitore di tutta l’umanità
Poiché noi esseri umani nasciamo attraverso nostra madre, possiamo capire facilmente nostra madre. La maggior parte delle persone porta un’immagine dei propri genitori, che ha in comune per decreto celeste. Ma a prescindere da chi siano i nostri genitori, noi esseri umani non possiamo sfuggire ai problemi della vita, della morte, della sofferenza e della gioia, o agli alti e bassi nella nostra vita sulla terra. Quindi, al di là dei nostri genitori naturali, questo ci costringe a pensare al problema dell’esistenza di Dio che è il genitore di tutta l’umanità. Una domanda che non possiamo fare a meno di porci almeno una volta nella nostra vita terrena è quella dell’esistenza di Dio.
Ho fatto visita ad un altro ministro per ascoltare la sua esperienza di Dio. Indubbiamente, anche lui si era tormentato profondamente sui problemi comuni dell’uomo che ho appena menzionato. I suoi genitori erano morti quand’era piccolo e così era cresciuto povero in un orfanotrofio senza poter sperimentare l’amore dei genitori. Dopo un po’, tuttavia, fu adottato da una famiglia benestante e visse una vita felice con i suoi genitori ricchi. Ma si tormentava sul problema non risolto dei suoi genitori fisici, sui genitori spirituali e l’esistenza di Dio e, di conseguenza, si dedicò allo studio della teologia. Condusse una vita di fede fuori dal comune ed ebbe un’esperienza simile a quella di Buddha, attraverso la quale incontrò Dio
Raccontò che quando Dio lo chiamava gli diceva sempre: «Figlio mio! Io sono tuo Padre», invece di chiamarlo per nome. Nel momento in cui Dio lo chiamava “Figlio mio” sperimentava una consolazione speciale che non aveva mai ricevuto da nessuno; ricordava che per lui quella voce rassicurante era più tenera, gioiosa e pacifica di quella con cui nessun genitore al mondo potrebbe far sentire il proprio figlio. Quando chiese a Dio: «Come mai tu sei mio Padre?» Dio rispose: «Io, il Dio di tutti, sono il Creatore di tutta l’umanità e il Padre di tutta l’umanità. Ecco perché sono tuo Padre e tu sei Mio figlio».
Avendo provato il calore e la felicità del Dio Padre sulla terra, voleva vedere l’essenza reale del Dio Padre nel mondo spirituale e fece interminabili preghiere e condizioni spirituali a questo scopo. Tuttavia arrivò a capire chiaramente che Dio non può apparire con un corpo, e che se potesse farlo non potrebbe apparire come il Padre di tutte le persone. Disse che, anche se quando era sulla terra aveva studiato a lungo la teologia, non poteva veramente sentire che Dio era il suo genitore. Disse inoltre che, anche se sulla terra non poteva credere con certezza, la sua esperienza nel mondo spirituale lo aveva aiutato a capire molto chiaramente che Dio è il genitore eterno. Fece un’onesta confessione dicendo: «La mia speranza si è realizzata. Finalmente sono felice e benedetto».
8 maggio 2000

Esperienza di Dio di un ministro cristiano

Pastori protestanti
L’amore eterno di Dio
Dio trascende il tempo e lo spazio e può scegliere di apparirci o di non apparirci. Ciò significa che anche se l’amore di Dio per noi è infinito ed eterno, possono esserci delle situazioni in cui Dio non può essere presente. Come è triste questo! Qui vorrei introdurre l’esperienza di Dio di un altro ministro cristiano. Egli visse una lunga vita di dissipazione prima di diventare sacerdote sulla terra. Da giovane non era minimamente interessato all’esistenza di Dio o ai problemi di fede, e non aveva nessuna idea sul significato della vita. Tuttavia, passati gli anni della gioventù, fu assillato dal pensiero che Dio potesse esistere veramente; questo perché vide un giovane che era stato molto più depravato di lui abbracciare una vita nuova e sincera attraverso l’amore di Dio.
Fu chiaramente testimone del fatto che questo giovane, che prima era stato uno scellerato, aveva cambiato vita dopo aver incontrato Dio ed ora viveva sinceramente per amore Suo; questo lo commosse profondamente. Così chiese al giovane: «Che cos’è la vita per amore di Dio e come hai incontrato Dio?» La sua risposta fu molto semplice: «Mi sono reso conto dell’amore di Dio, ma non posso mostrarti o spiegarti il Dio che ho incontrato. Vivo in piena fiducia del Suo amore». Il ministro, tuttavia, confessò che anche dopo aver avuto una prova dalla vita di quel giovane, aveva ancora vissuto in modo sconsiderato per tanto tempo senza capire la fede in Dio o il significato della vita. Poi mi raccontò come aveva sperimentato l’amore di Dio. Una mattina si svegliò alla luce accecante del sole e un raggio di sole brillava su di lui. In quella luce poté udire qualcosa di simile alla voce di Dio che diceva: «Forse i tuoi occhi sono abbagliati, ma aprili e vedi cos’è quella luce». Quando aprì gli occhi, non era visibile nessuna luce del sole, ma poté scorgere solo la luce della croce di Gesù che risplendeva fuori dalla finestra. Seguì la luce della croce fino ad un certo posto dove trovò un povero vecchio abbandonato da solo in una squallida casa.
Poi la luce della croce scomparve e, mentre ritornava in sé, capì che quel vecchio non era altro che suo padre che amava teneramente. Anche se il padre viveva da solo non lontano da lui, egli aveva vissuto una vita dissipata senza prendersi cura di lui. Provò un dispiacere tremendo. Mentre pensava alla croce che era scomparsa, lacrime di pentimento e il fuoco dello Spirito Santo sgorgarono dal profondo del suo cuore. Pentendosi per essere vissuto in modo vergognoso trascurando il padre sofferente, invocò il Signore con tutta la sua voce e pregò Dio di aprirgli la strada su cui poter procedere. In quel momento udì la voce di Dio che diceva: «L’amore di Dio è eterno. L’inizio è l’amore, e lo è anche la fine. Perciò ama i tuoi fratelli e sorelle e il tuo prossimo».
Da allora la sua visione della vita cambiò completamente. Poiché non c’era nessuno che si prendesse cura di lui o lo aiutasse, si affidò interamente alla preghiera. Decise di amare prima suo padre, che era così debole da non potersi nemmeno reggere in piedi senza l’aiuto di qualcuno. Tuttavia il padre gli disse: «Non stare accanto a me, ama e salva l’umanità». In quel momento l’amore di suo padre e l’amore di Dio gli fecero provare un dolore che gli parve talmente forte da sciogliere il cielo e la terra. Allora andò da un suo amico e lo supplicò di aiutarlo; l’amico lo condusse in chiesa e gli fece ascoltare la parola di Dio. Dopodiché prese la decisione di abbracciare la via del sacerdozio per amore di Dio e lo sviluppo della chiesa e si dedicò ad amare l’umanità con la parola di Dio.
Anche se Dio è amore dall’inizio alla fine, non abbiamo quasi nessuna percezione del Suo amore infinito, e questo è il motivo per cui l’amore di Dio e la vita umana sono separati. Sulla terra o nel mondo spirituale, l’amore di Dio è imperscrutabile, infinito ed eterno, ma anche se in tanti casi il Suo amore non può apparirci chiaramente, Dio ci ama lo stesso continuamente. Il punto è che noi esseri umani abbiamo un’idea sbagliata del Suo amore. Dio lo aveva aspettato ed era andato da lui anche quando viveva una vita traviata e qui, nel mondo spirituale, Dio lo ha amato senza chiedergli dei suoi peccati passati. L’amore di Dio è la base della felicità eterna; l’unico problema è che noi esseri umani siamo troppo ottusi per rendercene conto. Questa era la sua conclusione.
3 maggio 2000

S. Agostino, l ’amore di Dio

Dio scoperto da Sant'Agostino
L’amore di Dio
Riceviamo il nostro corpo dai nostri genitori fisici e viviamo la nostra vita nel loro amore. Perciò siamo sempre pronti a rispettare l’amore dei nostri genitori fisici, perché lo sperimentiamo attraverso i nostri sensi fisici. D’altro canto, poiché generalmente non possiamo percepire l’amore di Dio attraverso i nostri sensi fisici, viviamo la nostra vita preoccupandoci poco del Suo amore.
In realtà, durante tutta la nostra vita, l’amore di Dio svolge un ruolo molto più importante dell’amore dei nostri genitori fisici. Nonostante ciò, la maggior parte di noi non riesce a riconoscere l’amore di Dio.
Nella mia vita terrena, per quanto mi sia reso conto dell’amore di Dio fino ad un certo punto, non sono riuscito a capire che Dio ci dà un amore immensamente più grande e più profondo di quello che immaginiamo.
Persino dopo che mi sono separato dal mio corpo e sono arrivato qui, non sono riuscito a capire questo, anche se ho sperimentato l’amore di Dio tantissime volte; da qui il mio pentimento per un lungo periodo di tempo. Non posso descrivere a parole il mio cuore a quel tempo.
Penso che sia solo perché non conoscono Dio, che le persone Lo servono, Lo pregano e Lo supplicano, perché Dio sa già di che cosa abbiamo bisogno e ha già preparato quello per cui preghiamo, proprio come una madre conosce e prepara ciò di cui il suo bambino ha bisogno ancor prima che il bimbo pianga per ottenerlo.
Dopo essere venuto qui e aver udito la voce di Dio, mi sono reso conto tante volte dei miei difetti e dei miei errori che non avevo capito, così ho fatto continue preghiere di pentimento. Ogni volta che facevo questo, Dio mi chiamava: «Agostino», poi non diceva più nulla. E quando mi inginocchiavo e mi inchinavo, chiamava alcune volte il mio nome «Agostino», poi se ne andava. Quando rimasi senza parole, mi prostrai a terra e versai lacrime di pentimento, Dio mi chiamò e mi disse: «Le tue lacrime addolorano il mio cuore», poi se ne andò di nuovo.
Da quel momento decisi di non piangere più davanti a Dio per non affliggere il Suo cuore. Ma questo non è tutto sulla mia esperienza di Dio; ho sperimentato Dio in tante dimensioni diverse.
Un giorno, per presentare Dio, con entusiasmo spiegai a qualcuno l’immagine di Dio che avevo sperimentato direttamente, dicendogli che anche lui poteva incontrare Dio di persona. Dopo qualche giorno, tuttavia, Dio mi chiamò e mi disse: «Dio non può incontrare direttamente questa persona. Perciò, vai tu, al mio posto, a testimoniargli di Dio. Costui ha ancora tanta strada da fare prima di incontrare Dio. Proprio come io ti amo, così tu guida lui con amore, ma non dirgli che Dio non lo può incontrare direttamente».
Nel corso dei secoli, anche se Dio voleva vivere insieme alle persone, la provvidenza di restaurazione è stata prolungata ripetutamente perché le persone hanno continuato a non essere all’altezza dello standard. Ogni volta che penso a questo mi si spezza il cuore.
Posso presentare con fiducia Dio a qualunque persona, e continuerò a impegnarmi per aiutare tutti a stabilire il loro standard di cuore in modo che possano incontrare Dio direttamente. Pregherò con fervore affinché venga presto il giorno in cui tutti noi, me compreso, possiamo coltivare il campo del nostro cuore e stabilire il nostro atteggiamento di fede nel modo giusto.

Dio scoperto da Sant'Agostino


Dio scoperto da Sant'Agostino

Dove si trova Dio 
Dio, che è onnipresente e onnipotente, non può essere giudicato dal comune pensiero umano. Dio vuole essere sempre presente nel nostro cuore e stare con noi in tutti gli aspetti della nostra vita, ma questo Suo desiderio non si è potuto realizzare perché noi non siamo riusciti a diventare uno con Lui.
Anche se Dio è sempre venuto da noi con un cuore di genitore, noi non Lo abbiamo servito, e anche se Egli è sempre stato al nostro fianco, proteggendoci ed amandoci, noi non siamo riusciti a sentirLo e a capirLo. Sebbene da tempo immemorabile Dio ci abbracci, ci accarezzi e si preoccupi di noi, noi abbiamo continuato a vivere senza essere in grado di percepirLo.
Questa è l’origine del dolore di Dio e di tutta la tragedia umana. 
Mentre vivevo sulla terra, ho sperimentato l’amore di Dio fino a un certo punto, ma era un’esperienza basata sui miei sensi fisici e quindi assolutamente incomparabile all’amore di Dio che ho conosciuto qui nel mondo spirituale.
Un giorno mentre pregavo Dio, io Agostino, un essere umano, sentivo questo desiderio: «Se solo potessi essere con Dio», quando la voce di Dio risuonò con una luce delicata che diceva: «Ascolta, Agostino. Io sono sempre stato con te e sarò sempre con te. Tu, però, Mi stai cercando, anche se sei sempre accanto a Me. Questo perché tu ed Io non siamo sempre stati una cosa sola».
Gli chiesi: «Come posso essere uno con Te?»
Ma senza rispondere, Dio mi abbracciò per un po’ con una luce incantevole, poi se ne andò da qualche parte. Pregai e aspettai molto tempo per ricevere una risposta da Dio.
Un giorno la luce brillante apparve di nuovo in un lampo e Dio disse: «Te sei ancora tu. Quanto hai cercato di diventare Me? » Risposi: «Dio, ho fatto non pochi sforzi per realizzare questo, ma non riesco a sentire facilmente cosa significa diventare come Te».
Allora Dio rispose: «Agostino, abbandona te stesso e svuota il tuo cuore. Coltiva il campo del tuo cuore in modo che Dio possa dimorare in esso in qualunque momento».
Dio vuole dimorare nel cuore di ognuno di noi e vivere con noi, eppure poiché il cuore di preghiera di Agostino, il suo cuore di pensare e ricordare gli altri era solo pieno di desiderio egocentrico, di egoismo.
Dio non poteva trovare la Sua dimora dentro di lui. Qui nel mondo spirituale, ho sperimentato così tanto questa realtà, fin nelle ossa. Ma questa sporcizia è ancora annidata nel cuore di Agostino.
Possiamo incontrare Dio solo dopo aver rimosso dal nostro cuore tutti i desideri egoistici. Io mi sto impegnando continuamente per quel giorno.
28 aprile 2000

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