lunedì 25 maggio 2020

La forma dell’essere umano da restaurare


La direzione e lo scopo della nostra vita
La forma dell’essere umano da restaurare
La caduta degli antenati dell’umanità determinò un inizio sbagliato della storia. Se la storia non è corretta, se il suo corso non viene raddrizzato e la natura umana non è restaurata, continueremo a vivere costantemente nell’infelicità. Allora il mondo spirituale, la nostra dimora eterna, finirà nel caos e nella confusione, e Dio e le persone si allontaneranno sempre di più, prolungando la tragedia umana all’infinito. Per questo abbiamo avuto bisogno della provvidenza di restaurazione attraverso la quale possiamo ritornare allo stato originale che Dio desidera.
La provvidenza di restaurazione, tuttavia, deve avere un inizio ed uno scopo chiaro, anziché scorrere come un fiume senza meta. Fin dal momento della loro nascita, gli esseri umani hanno uno scopo e una direzione ben precisi; allo stesso modo la storia umana deve avere un inizio chiaro. Per realizzare questo scopo, era necessaria una persona che potesse far fronte a qualunque sfida, in altre parole un eroe che avrebbe portato a compimento la provvidenza di restaurazione. Pensate che sia facile trasformare la storia di peccato che è andata avanti fino ad oggi? Il corso di restaurazione è intriso del sudore, delle lacrime e del sangue versati in sacrificio da numerose figure provvidenziali e noi possiamo avanzare verso la nostra patria originale grazie alla base posta dai loro sacrifici. Pensate al tempo in cui Mosè guidò gli ebrei attraverso il mar Rosso. Nella provvidenza di restaurazione ci sono state troppe storie che erano una sfida persino più grande di questa.
Il corso della restaurazione richiede che offriamo la nostra vita. È necessario che emerga un comandante della provvidenza che sia disposto ad offrire volentieri la propria vita per la salvezza dell’umanità. Costui non è altro che il Reverendo Moon. Egli ha messo a rischio la sua vita per far avanzare la provvidenza. Solo i Veri Genitori del cielo e della terra, il Messia e il Salvatore possono essere il vero signore della provvidenza di restaurazione. Siamo giunti alla conclusione finale della provvidenza; se solo seguiamo il Messia, anche se riusciamo a mala pena ad aggrapparci a lui, possiamo essere completamente restaurati e ritornare alla forma originale che Dio desidera.
Il Principio dell’Unificazione contiene tante lezioni di vita, tante formule per la vita umana e la verità assoluta dell’universo. Poiché il Principio dell’Unificazione è la verità suprema per l’umanità, io – Agostino – chiedo di nuovo a tutti voi di leggerlo insieme attentamente. Se avete un problema su una particolare parte del Principio, provate a pregare e a digiunare per risolvere la vostra domanda. Inoltre indagate da tante prospettive e pregate per capire se il Reverendo Moon è veramente il Messia.
Su questo punto io ho pregato e investigato un’infinità di volte, e qualche volta mi sono dato per vinto, mi sono disperato e ho lottato. Alla fine, poiché il Principio dell’Unificazione non lascia assolutamente spazio a dubbi, ho deciso che era più saggio svuotare la mia mente e mi sono convertito. Credo fermamente che il Reverendo Moon è il Messia preparato e mandato da Dio, il Vero Genitore del cielo e della terra. Io, Agostino, credo in questo. Ora Agostino se ne è reso conto e l’ha capito con certezza. Se ci sono delle persone che disprezzano e perseguitano il Reverendo Moon, stanno solo mostrando apertamente la loro ignoranza.
Impegnandomi a diventare un pioniere della restaurazione davanti a loro, dichiaro di servire il Reverendo Moon come il Vero Genitore del Cielo e della terra ed offro felicemente tutto me stesso a lui. Gridando «Lunga vita ai Veri Genitori nel giardino della restaurazione», prego e prometto sinceramente di diventare uno dei suoi preziosi compagni di lavoro. Davanti alla nuova e incredibile verità, faccio un solenne giuramento congiungendo fermamente le mani e le ginocchia. Ho annunciato la mia conversione a tutte le persone sulla terra e nel mondo spirituale. Io, Sant’Agostino, vi prego e vi supplico di ricevere e servire presto il Messia.
2 giugno 2000

La forma originale dell’essere umano, Dopo la caduta

La direzione e lo scopo della nostra vita
Dopo la caduta
Quando gli esseri umani abbandonarono Dio nel Giardino di Eden, la storia della sofferenza dell’uomo e la storia dolorosa di Dio cominciarono insieme. Allontanandoci dalla direzione di Dio, ci siamo trovati a respirare e a vivere nel territorio del male, sotto Satana. Nella vita quotidiana tutti sono vissuti all’ombra del male senza esserne consapevoli e i semi del male si sono diffusi attraverso la discendenza umana mentre questo modo di vita malvagio si è consolidato come abitudine, pratica e tradizione. Ecco come è andata avanti la storia dell’uomo. Mentre la storia è iniziata nel male sotto il dominio di Satana, il sogno e la speranza che Dio aveva di gioire delle persone e delle cose dell’universo sono andati in pezzi.
Chi ha capito che il rapporto fra Dio e l’umanità, i rapporti fra le persone e i rapporti fra l’umanità e le cose del creato sono stati troncati, e che la storia umana ha avuto inizio nel modo sbagliato? Abbiamo lottato per affrontare la nostra situazione avendo perso di vista l’inizio, la direzione e lo scopo della storia, e la storia umana è andata avanti senza che nessuno fosse in grado di far luce sui problemi fondamentali dell’uomo.
È stato il Reverendo Moon, il Salvatore e il Messia, a scoprire la storia straziante di Dio e dell’umanità e il segreto delle miserie della storia umana. Mentre studiavo il Principio, non capivo che prima di ricevere la rivelazione del Principio il Reverendo Moon doveva passare attraverso un corso di tribolazione. Ma lui ha trionfato su tutte le sfide superando gli innumerevoli ostacoli della provvidenza, e il Principio è giunto a noi passando attraverso questi ostacoli provvidenziali. Le parole del Principio sono veramente un manuale di vita per ricreare un’infinità di persone. Gli uomini, chiunque essi siano, devono studiare attentamente questo manuale e vivere in accordo alla verità rivelata dal Messia. Dovrete cambiare il punto di partenza della vostra vita. Ora che la nostra verità è stata trovata e che il signore della verità ci è apparso, dovremo raddrizzare la nostra vita in accordo alla verità.
Anche se dovessimo andare nel mondo spirituale domani, dovremmo lo stesso purificare e terminare la nostra vita sbagliata oggi. Prima che arrivi domani, dobbiamo obbedire in fretta a questa verità. Se esitate a ricevere il Messia e la verità a causa del vostro orgoglio, cosa può essere più stupido di questo? Siete destinati a partire da lì domani, allora che bisogno c’è di esitazione e di orgoglio? Gettate via il vostro orgoglio e liberatevi dei desideri sbagliati. Senza fissarvi sulla vostra realtà presente, dedicate tutte le vostre energie a preparare la vostra dimora e il vostro luogo di riposo eterno. Il Reverendo Moon è un autentico maestro della verità, è il vero maestro e il Messia che salva, colui che avete aspettato così ansiosamente. Questo non vi potrà mai essere detto troppe volte.
Io, Sant’Agostino, ve l’ho detto chiaramente. Ho fatto un’onesta confessione del fatto che il Reverendo Moon è il Messia dell’umanità. 
1 giugno 2000

Il regno dell’unificazione

Il regno dell’unificazione del mondo spirituale
Il Regno dell’Unificazione del mondo spirituale non deve esservi molto familiare. Avete sentito parlare del Regno dei Cieli e del Paradiso, ma forse sono pochi quelli che hanno sentito parlare del Regno dell’Unificazione del mondo spirituale. In parole semplici, questo regno si può chiamare un villaggio dell’unificazione, dove tra l’ottanta e il novanta per cento dei residenti sono membri della Chiesa dell’Unificazione, che vivono insieme al resto delle persone che non lo sono. Qui tralascerò di parlare del Regno dei Cieli o del Paradiso, e parlerò soltanto del Regno dell’Unificazione del mondo spirituale. In questo regno vivono insieme soprattutto le persone che hanno servito i Veri Genitori e che sono vissute con loro sulla terra prima di venire nel mondo spirituale; esse fanno attività e organizzano eventi proprio come sulla terra. Nel mondo spirituale la sola condizione di aver vissuto con i Veri Genitori sulla terra costituisce un merito straordinario. Nel Regno dell’Unificazione del mondo spirituale c’è una speranza e una gioia che non si possono trovare nelle altre sfere del mondo spirituale.
In questo regno ci sono delle opportunità speciali di educazione a vari livelli. Questo luogo non è né il Regno dei Cieli né il Paradiso, e tuttavia i suoi abitanti hanno la gioia e la speranza di avanzare in futuro nel Regno dei Cieli. Per questa ragione vivono sempre allegri e pieni di vitalità. Al contrario, per quale motivo quelli che risiedono negli altri regni spirituali ordinari non hanno nessuna speranza? Perché ricevono un’educazione senza scopo né direzione, e perciò la loro vita quotidiana manca di una visione per il domani. Le persone del Regno dell’Unificazione del mondo spirituale lavorano duramente per portare la verità dei Veri Genitori a queste persone frustrate. Le persone del Regno dell’Unificazione del mondo spirituale vivono in attesa della venuta dei Veri Genitori e vedere questo vi rinfranca sempre. La cosa interessante è che quando altre persone comuni vengono in questo regno e vivono insieme ai suoi abitanti diventano simili a loro e cambiano il loro modo di pensare.
Le persone del Regno dell’Unificazione testimoniano sempre con fervore a chi incontra il Principio Divino per la prima volta. Ho cercato di scoprire come mai queste persone, che non avevano servito i Veri Genitori sulla terra, sono state ammesse in questo regno. Per la maggior parte sono persone che non hanno vissuto comodamente sulla terra pensando solo ai propri interessi; hanno potuto abbracciare facilmente il Principio perché erano già abituate a vivere per gli altri. Anche nel Regno dell’Unificazione del mondo spirituale, tante persone vanno e vengono e si tengono tanti corsi sul Principio, seminari ecumenici e corsi di studio. Tante confessioni religiose vengono qui insieme in gruppo, ma io non ho potuto riconoscere facilmente a quali gruppi religiosi appartenessero. Si può dire che questo è un luogo di ingresso per ricevere i Veri Genitori. Poiché qui è presente l’amore e l’attenzione speciale di Dio, tutti desiderano sempre rimanere qui.
Ma il fatto che le persone abbiano ricevuto un’educazione sul Principio non vuol dire che possono automaticamente stare qui. Inoltre, dopo aver ricevuto qui questa educazione, sono libere di tornare a casa, proprio come sulla terra. Per poter vivere in questo luogo, bisogna aver vissuto una vita secondo il Principio, oltre che essere vissuti con i Veri Genitori, perché quelli con un peccato grave non possono risiedere qui anche se hanno vissuto fisicamente con i Veri Genitori sulla terra. Il Regno dell’Unificazione del mondo spirituale è un luogo in cui ogni persona del mondo spirituale desidera ardentemente stare e che manifesta la gloria dei Veri Genitori. Inoltre questo luogo è pieno d’amore. Se, mentre siete sulla terra, stabilite e seguite esattamente il vostro scopo al servizio dei Veri Genitori, potrete venire qui. Io credo che questa sia la vita più saggia che potete vivere.
30 maggio 2000

Il reverendo Sun Myung Moon

Il reverendo Moon scoperto da Sant’Agostino
Io penso di essere veramente fortunato perché ho realizzato la speranza più grande che un uomo possa avere. Tra un’infinità di persone, io sono in grado di servire Dio da vicino, posso comprendere esattamente la provvidenza di Dio e partecipare direttamente alla Sua provvidenza; perciò, chi può essere più fortunato di me? Qui nel mondo spirituale ho incontrato una nuova verità, delle nuove realtà provvidenziali su tanti livelli, come il mondo interiore ed esteriore della persona, la creazione misteriosa del mondo, il rapporto tra le persone e la natura, l’amore tra Dio e gli uomini, la dolorosa provvidenza di restaurazione, come Dio fu costretto a lasciare le persone nel Giardino di Eden, l’inizio sbagliato della storia umana, il dominio dell’arcangelo sull’umanità come falso genitore e il dolore per rimettere a posto le fondazioni della storia. Il Principio dell’Unificazione contiene segreti che nessuno è stato in grado di rivelare. Questa verità è veramente preziosa e incredibile.
Colui che ha rivelato il Principio dell’Unificazione è il Reverendo Sun Myung Moon. Io ho deciso di servirlo come il più grande maestro della storia umana. Anche se non dovremmo nemmeno osare pronunciare liberamente il suo nome, vorrei lo stesso presentare qui questo supremo maestro per le persone sulla terra che desiderano ardentemente vederlo. Ho provato sempre tanta amarezza per non aver goduto il beneficio dell’era di ricevere il Messia, così ho studiato con passione il Principio dell’Unificazione e ho provato una grande invidia per i membri dell’Unificazione. Voi non potete immaginare quanto li abbia invidiati perché potevano vedere il grande maestro sulla terra e vivere insieme a lui. Per un po’ ho sofferto terribilmente per questo, poi ho preso una nuova decisione, pensando che qui ci sono ancora tante persone che non credono nel maestro. L’ho fatto innanzitutto per liberarmi della mia cupidigia.
I membri dell’Unificazione desiderano sempre ardentemente il loro maestro. Ma come posso io, che non l’ho mai servito, dire qualcosa di lui? Tuttavia, posso riferire su di lui alcuni aspetti che ho scoperto e che sono difficili da vedere per le persone che vedono solo con i loro occhi fisici. Qui Dio viene dalle persone come una luce ed esprime a loro il Suo amore attraverso uno splendore in tante dimensioni. Quando la luce di Dio appare senza preavviso, tutti noi Lo riceviamo con grande desiderio e amore. Il Reverendo Moon, d’altra parte, ha un corpo fisico. Dio appare come luce e splendore perché non ha un corpo, ma il Reverendo Moon ha un corpo ed io l’ho visto chiaramente avvolto nella luce camminare su raggi di luce gloriosi dovunque andava. Forse ci sono poche persone sulla terra che possono dire di aver visto una scena del genere.
Io ho visto direttamente il Reverendo Moon in quello stato, mentre guardavo la scena della cerimonia della Benedizione. Il suo viso è coperto da un volto luminoso, e quando parla, appare in tante varietà di colori come blu e rosso. Quando vidi questo per la prima volta, fu qualcosa di immensamente misterioso e stupefacente, e rimasi semplicemente a guardare, ammutolito, come se avessi perso completamente conoscenza. Ho visto Dio proteggere il Reverendo Moon in ogni luogo e in ogni momento avvolgendolo di luce, e in quell’istante i due diventavano una cosa sola, a volte separandosi, a volte unendosi. Non ci sono parole in grado di esprimere la bellezza di quello spettacolo. È una meraviglia. A volte Dio si lamentava, seduto sulle nuvole come una luce, mentre guardava le persone dall’alto, e ogni volta il viso del Reverendo Moon grondava gocce di sudore come sangue. Questo mostra la completa unità di cuore tra Dio e il Messia nel loro amore e preoccupazione per l’umanità.
Quando mi capita di vedere questa scena, sento accendersi nel mio cuore un nuovo spirito ed una nuova speranza e stringo i pugni dicendo che anche io ho un cuore d’amore per l’umanità forte come chiunque altro. Penso che i membri dell’Unificazione sulla terra, che vivono all’ombra del Messia dell’umanità e dei Veri Genitori, dovrebbero possedere lo spirito dei Veri Genitori e percorrere il corso di pionieri per l’umanità, discepoli di un vero maestro e figli dei Veri Genitori. Sono molto triste, però, perché un gran numero di persone sulla terra non capisce ancora la grandezza e il valore dei Veri Genitori. Ma attraverso questo messaggio spero di poter trasmettere la realtà alle persone sulla terra.
Il Reverendo Moon che io ho scoperto non è qualcuno che può essere giudicato con gli occhi fisici, né tanto meno è un maestro che dovremmo semplicemente osservare e adorare. Come sono felici le persone sulla terra, che possono vedere direttamente il loro maestro e ricevere i suoi insegnamenti e la sua guida! Per non soffrire il dolore del rimpianto in futuro, purificate il vostro cuore e lasciate perdere il vostro piccolo io. Studiate il Reverendo Moon. Sarà difficile giudicarlo con la vostra testa, per quanto attentamente lo analizziate, ma a quelli che si sforzeranno diligentemente di studiarlo sarà data la possibilità di seguirlo e di servirlo. Questa è l’ardente speranza che io stesso, Sant’Agostino, ho.
25 maggio 2000

La Conversione nel Mondo Spirituale, La cerimonia della benedizione

La cerimonia della benedizione nel mondo spirituale
Io sto vivendo in una verità incredibile e una grazia infinita, che non avrei mai potuto immaginare nel mondo fisico. Avendo raggiunto la libertà in questa verità e in questa grazia, ogni giorno qui vivo felicemente la mia vita. La cosa più straordinaria, tuttavia, è la cerimonia della Benedizione a cui hanno partecipato le persone che hanno lasciato il loro corpo fisico e sono venute nel mondo spirituale. Che cos’è la cerimonia della Benedizione? Sembrerà una cosa un po’ strana a chi ne sente parlare per la prima volta. In parole povere, è una cerimonia nuziale. Ma nella cerimonia della Benedizione, un uomo e una donna rispettabili giurano di essere marito e moglie al cospetto di Dio. Come ben sapete, il Reverendo Moon è il Vero Padre del cielo e della terra. Perciò la Benedizione è una cerimonia in cui le persone promettono solennemente, davanti a Dio e con i Veri Genitori come officianti, di stabilire tra loro un rapporto eterno di marito e moglie nel mondo spirituale o nel mondo fisico.
Nella cerimonia della Benedizione, le persone sulla terra potranno vedere solo le persone che sono sulla terra, ma i candidati alla Benedizione in cielo possono vedere sia le coppie sulla terra che quelle in cielo. La scena della cerimonia della Benedizione è veramente stupenda e affascinante. Vorrei introdurvi un aspetto della cerimonia della Benedizione a cui ho assistito. Durante la cerimonia l’officiante, il Reverendo Moon, improvvisamente cambiò aspetto assumendo la forma in cui Dio era apparso nel Giardino di Eden prima della caduta; i raggi di Dio si misero a volteggiare in colori splendidi e ammalianti e circondarono il Rev. Moon, di modo che egli assunse il corpo di Dio. Poi, l’intera scena della cerimonia della Benedizione fu investita da una luce radiosa come se dei riflettori dalla potenza di migliaia di volt fossero stati accesi in una stanza buia.
In questa cerimonia la luce di Dio toccò ogni singola coppia. In quel momento mia moglie era sulla terra mentre io, naturalmente, ero nel mondo spirituale. Una persona che vive sulla terra non capirà cosa significa questo, ma ad una parola del Reverendo Moon, il luogo della cerimonia cambiò colori e strutture e gli abiti da cerimonia della coppie si trasformarono. La luce di Dio toccò tutte le persone e i loro spiriti furono consacrati; dopodiché le loro forme divennero diverse da quelle degli spettatori. Per spiegarvi con un esempio, supponete che ci siano due vasi, uno dei quali è ben lavato e lucidato (le coppie benedette), mentre l’altro è incrinato e macchiato. Questa era la cerimonia della Benedizione. Anche se le persone sulla terra non potevano vedere o sentire tutte queste cose, io le ho viste chiaramente. Vorrei che le persone sulla terra fossero informate chiaramente di questo.
La Benedizione è una cerimonia attraverso la quale Dio unisce un Adamo ed un’Eva nel Giardino di Eden quando diventano pienamente maturi. Io lo credo perché l’ho visto chiaramente con i miei stessi occhi. Credo fermamente che il Reverendo Moon sposa uomini e donne rispettabili come un officiante nel corpo di Dio. Perciò gli sono grato, perché ha trovato la mia sposa e a volte vado sulla terra a visitarla. Uomini che siete sulla terra, ora io posso stare sulla terra insieme a mia moglie. Anche se sicuramente vivo nel mondo spirituale, noi siamo sposati. Siamo stati benedetti e abbiamo trascorso la prima notte insieme. Per favore, credete in questo. Io sono Agostino, che si è convertito nel mondo spirituale. Sono quel Sant’Agostino di cui spesso parlano le persone sulla terra. Per favore studiate la cerimonia della Benedizione e chi è il Reverendo Moon. Io, Agostino, dirò chiaramente a tutti i credenti chi lui è. Come vostro predecessore nel mondo spirituale, vi parlerò chiaramente della vita eterna e felice nel Regno dei Cieli.
24 maggio 2000

Il pensiero dell’unificazione


Il pensiero dell’unificazione
Il Principio dell’Unificazione e il Principio Divino sono stabiliti sulla base delle nuove parole di verità del Reverendo Moon. Il Pensiero dell’Unificazione espone sistematicamente questo contenuto in modo accademico e più dettagliato sulla base del Principio Divino e in questo modo può offrire grande ispirazione a tante persone, specialmente agli intellettuali. Ogni volta che studio il Principio dell’Unificazione, mi ritrovo in una meravigliosa dimensione del mondo accademico. Quando mi immergo nel fascino filosofico del Pensiero dell’Unificazione, non posso fare a meno di essere pervaso da un’ispirazione e da una gioia irreprimibili. Non sembra esserci una filosofia più grande per l’umanità. Ho ascoltato una lezione appassionata del Dott. Lee che ha organizzato in modo sistematico il Pensiero dell’Unificazione. Lungi dall’essere una lezione ordinaria, ha affascinato totalmente il mio cuore e la mia mente con la forza dello spirito, l’umiltà, l’amore e l’acume intellettuale. Il Dott. Lee era umile, gentile, sincero e veritiero.
Per tutta la lezione ha detto chiaramente: «Io non sono nulla. Questa è la filosofia dei Veri Genitori. Non pensate che sia venuta dal pensiero di qualcuno». Aveva sia un atteggiamento di fede sincera che delle virtù speciali. Mentre ascoltavo questa lezione sul Pensiero dell’Unificazione, ho capito tante cose. Ho provato anche timore e invidia, pensando che il Reverendo Moon era veramente un uomo fortunato ad avere un discepolo così. Ora che mi ero convertito alla nuova verità del Reverendo Moon, desideravo lavorare come un suo discepolo umile e fedele, che poteva avere piena fiducia in lui ed affidare tutto me stesso a lui. Così decisi di studiare e analizzare a fondo il Pensiero dell’Unificazione e diventare innanzitutto un suo insegnante. Quando chiesi al Dott. Lee se potevo diventare un insegnante, egli disse che dovevo studiare duramente e ricevere il riconoscimento e l’approvazione dei Veri Genitori. Questo mi ricordò la parola di Dio: Agostino è troppo avido. Umile è la posizione di Agostino.
Così presi una ferma decisione e dissi: «Ora è troppo presto per me. Ma quando studierò diligentemente e mi immergerò nel Principio Divino e nel Pensiero dell’Unificazione, osservando attentamente le caratteristiche dei diversi insegnanti, potrò eliminare tutti i miei difetti e allora finalmente potrò essere riconosciuto dal Messia, il Reverendo Moon. Aspettando che quel momento arrivi presto, me ne starò al mio posto e manterrò sinceramente la mia fede. Mantenendo la statura di Agostino, vivrò preparandomi per il giorno in cui vedrò il Messia». Questo è lo scopo fermo e irremovibile della mia vita.


Sant'Agostino incontra Confucio nel mondo spirituale

Persone incontrate da Sant'Agostino nel mondo spirituale
Confucio
Quando nasciamo nel mondo non siamo perfetti, con tutte le caratteristiche di Dio. Abbiamo bisogno di ambienti interiori ed esteriori a tanti livelli durante la nostra crescita verso la perfezione. Tuttavia, prima di aver raggiunto la perfezione, ci siamo sviluppati nella direzione sbagliata. Allora, qual è l’immagine umana originale e il modello della perfezione umana, e qual è il processo necessario per poter raggiungere la nostra perfezione nella forma originale? Come sapete, io ho sperimentato sia la vita sulla terra che nel mondo spirituale e vorrei illustrare questo argomento sulla base della mia esperienza.
Per questo ho voluto incontrare Confucio, che gode di grande rispetto e ammirazione da parte di tutte le persone sulla terra. Quando era sulla terra, egli osservava rigorosamente i canoni del decoro persino in cose di poca importanza, come fare un passo. Questo mi incuriosì e gli chiesi perché sentiva di dover vivere in quel modo. Confucio aprì bocca solo dopo un lungo silenzio. Egli era convinto che, dal momento che non era nato secondo il suo desiderio, doveva prendersi cura di tutto ciò che lo circondava così come rispettava i suoi genitori; inoltre credeva che anche i suoi genitori erano un’eredità preziosa che veniva dai suoi antenati. Secondo lui, durante la nostra vita terrena, dobbiamo rispettare e servire le persone più anziane di noi in ogni cosa, e amare le persone più giovani di noi perché devono ereditare la nostra tradizione. Poiché i nostri rapporti umani verticali e orizzontali servono a condividere l’amore prezioso dovremmo appoggiarci gli uni agli altri con fiducia, coprire i difetti reciproci, condividere le cose insieme e rafforzare le nostre amicizie. Confucio sente che questa è la via naturale dell’uomo.
D’altra parte – esorta Confucio – anche il nostro ambiente naturale è un’eredità preziosa che ci viene dai nostri genitori e antenati. Perciò dobbiamo proteggerlo e migliorarlo in modo da poterlo tramandare di nuovo ai nostri discendenti puro e pulito. Tutto ciò che abbiamo ricevuto dai nostri antenati, compresi i nostri corpi, i nostri pensieri e il nostro ambiente di vita, riflette il loro spirito. Abbiamo tutti la responsabilità di mantenere intatto ciò che abbiamo ricevuto e tramandarlo ai nostri discendenti. Perciò – egli continua – in cielo e sulla terra non c’è nulla che non abbia valore. È necessario che ci prendiamo cura di loro, e per farlo dobbiamo essere educati alle regole del decoro. Servire i nostri antenati non è diverso da credere e servire Dio. Questa è la conclusione di Confucio. Anche se non so quando, dove e come sia iniziato il Confucianesimo, ho concluso che questa filosofia ha qualcosa di importante per noi. La natura umana che cerca di usare la libertà entro i limiti di certe norme stabilite, invece di vivere in modo arbitrario, alla fin fine deve venire dalla natura di amare e servire Dio. Considerando questo, possiamo dire che fin dall’inizio siamo stati creati in modo tale da vivere in un rapporto inseparabile con Dio. Credo che tutti gli esseri umani devono vivere in questo modo, e che questo per loro è molto naturale.
18 maggio 2000

Un ateo

Persone senza una fede religiosa
Un ateo
Noi non abbiamo che un breve periodo da vivere sulla terra, eppure viviamo come se la nostra permanenza sulla terra durasse per sempre. Io ho incontrato qualcuno che per tutta la vita è vissuto credendo che Dio non esiste. Vorrei presentarvi questa persona. Era un uomo sano, godeva di ricchezze e di prestigio e nella vita non gli mancava nulla. Pensava: «A che serve cercare Dio?» Credeva che le persone cercassero Dio perché nella vita mancava loro qualcosa, ma lui non aveva bisogno di Dio perché non gli mancava nulla. Chiedendo: «Dov’è Dio?» si godé le ricchezze della sua vita finché non andò nel mondo spirituale. Secondo quanto racconta, quando concluse la sua vita agiata sulla terra e giunse qui nel mondo spirituale, non c’era nulla di preparato per lui. Non c’era nessuno che si prendesse cura di lui, non c’era niente né da mangiare né da vestire per lui, e persino tutti i suoi amici lo disprezzavano e lo maltrattavano.
Le persone intorno a lui continuavano a prenderlo in giro dicendo: «Tu non mangi questo genere di cose, vero? Non indossi questo tipo di vestiti, vero? Tu non vivi in questo tipo di luogo, vero? Perciò vai a mangiare quello che vuoi mangiare nel tipo di posto che ti piace». Così era scacciato da tutte le parti e finì per essere costretto a vivere come un mendicante senza sapere per quanto tempo avrebbe continuato quel genere di vita. Quando gli chiesi se sapeva perché era finito in quello stato miserabile, rispose dicendo: «Dio è giusto ed equo». Disse che, anche se qui meritava di soffrire perché aveva goduto di ogni abbondanza e gloria sulla terra, sperava lo stesso anche adesso di pentirsi per aver negato Dio e di potersi aggrappare a Lui. Disse che dopo essere finito in quella situazione di difficoltà e di bisogno, era riuscito a vedere i suoi errori passati, e che seguirebbe Dio se Lui non lo abbandonasse, o addirittura anche se lo abbandonasse. Disse che se andasse da Dio, Egli un giorno lo perdonerebbe; aveva fiducia che Dio è una persona del genere.
In generale, se siamo troppo immersi nella gioia e negli agi della vita terrena, cadiamo facilmente in trappola e non siamo capaci di uscirne. Quindi, le cose terrene possono facilmente essere un veleno mortale per noi e dovremmo trattarle e considerarle nel modo appropriato. Come tutti sapete, gli esseri umani hanno una duplice natura, il sé spirituale e il sé fisico, che sono necessari rispettivamente per il mondo eterno e per la vita terrena. Pensate profondamente su quale di questi due aspetti vi volete focalizzare nella vostra vita.
19 maggio 2000

La vita di una suora

Il mondo dove la mente e il corpo si uniscono
Nella nostra vita sulla terra, il problema dei vestiti, del cibo e dell’alloggio è importante, ma lo è solo per la crescita del nostro corpo. Dovreste pensare profondamente a cosa potete fare per sviluppare il vostro spirito eterno. Infatti, non è forse vero che la nostra vita sulla terra non è che un grandioso sogno di primavera? Non possiamo assolutamente ignorare le questioni che riguardano il nostro spirito solo perché non possiamo vederlo. A questo punto vorrei introdurre la vita di una suora che per tutta la sua vita di fede si preoccupò e tormentò seriamente su come perfezionare il proprio spirito. Nella sua vita non poteva liberarsi dall’angoscia del problema del sé fisico e del sé spirituale, perché si rendeva conto che se si seguono gli impulsi del corpo si fa soffrire la mente, mentre se si segue la mente si fa soffrire il corpo. Incapace di risolvere questo problema intraprese il cammino della ricerca religiosa. Tuttavia, neanche attraverso la sua vita religiosa riuscì a trovare una risposta, e questo la faceva sentire in conflitto e si chiedeva se avrebbe dovuto ritornare nel mondo.
Non riusciva a capire perché Dio aveva creato gli esseri umani in una forma così miserabile. Un giorno, tuttavia, mentre pregava sentì il calore di Dio e udì una voce solenne dal cielo che diceva: «Io sono Jahvè, che è il tuo Genitore e nello stesso tempo il Genitore di tutta l’umanità. Ora tu stai vivendo in un mondo molto limitato e temporaneo, ma nel tuo futuro c’è un mondo dove potrai vivere nella felicità e nell’abbondanza. Però non andrai in quel mondo con il corpo». Per tutto quel tempo la suora tremava. Da quel momento smise di preoccuparsi delle cose fisiche e, comprendendo che la vita sulla terra serve per maturare lo spirito, iniziò una vita religiosa per preparare il suo essere interiore a vivere nel mondo eterno. Anche se doveva sempre lottare per la sua incapacità di unire la mente e il corpo, prese a cuore l’esortazione di Dio e si dedicò con fervore a coltivare il proprio spirito. Ma per quanto si sforzasse, sulla terra non riusciva facilmente ad unire la mente e il corpo o a portare alla perfezione la sua spiritualità.
Tuttavia – secondo il suo racconto – una volta giunta qui nel mondo spirituale, sperimentò l’amore di Dio, nel quale poté risolvere i problemi che l’avevano afflitta sulla terra. Lei asserisce che dal momento che l’amore di Dio è onnipresente e onnipotente, può risolvere tutti i problemi umani. Ad esempio, lei ha visto che, dovunque Dio andava, tutti gli alberi e le piante intorno a Lui cercavano in ogni modo di darGli gioia secondo le loro caratteristiche e forme particolari, e tutte le persone intorno a Lui apparivano cordiali, umili, in pace e felici anche se non c’era nessuno a dare loro ordini o a intervenire nella loro vita. Ogni loro atteggiamento aveva origine nell’amore di Dio e, come un magnifico dipinto, la loro mente e il loro corpo erano completamente uniti. Capì che la forza che ci spinge ad unire la nostra mente e il nostro corpo, è solo l’amore eterno di Dio, che Egli ci ha dato al tempo della nostra creazione.
La disunità della nostra mente e del nostro corpo è una distorsione della forma originale dell’essere umano. Perciò lei ha capito che la vita di fede e la cura dello spirito sono assolutamente necessari per poter riconquistare l’immagine originale. Quello che ha scoperto osservando tante cose qui è che gli esseri umani si sono allontanati dall’immagine originale durante il processo della loro crescita. Ha capito chiaramente che l’amore infinito di Dio è la forza per superare ogni ostacolo e risolvere ogni problema. Dobbiamo tutti assolutamente prepararci per la vita ultraterrena per vivere lì eternamente nell’amore di Dio. Dobbiamo cercare di alimentare il nostro essere interiore mentre abbiamo il nostro corpo. Questa era la conclusione della suora.
17 maggio 2000

L’errore delle divisioni confessionali

L’errore delle divisioni confessionali
Tutti protestanti e cattolici, sono partiti centrandosi sull’amore di Dio e servendo Dio come oggetto supremo della loro fede. Quindi è sulla base di un grave errore che i protestanti e i cattolici si sono divisi frazionandosi in tanti gruppi e denominazioni. Le loro divisioni si basano su differenze nel modo di vedere la fede, la vita e l’universo alla luce delle parole di Gesù. Tuttavia, non servono forse tutti il solo ed unico Dio, e non è forse vero che le loro idee fondamentali affermano, anziché negare, l’esistenza di Dio? Dal punto di vista di Dio, parlare di Cattolicesimo, Ortodossia orientale, Protestantesimo, Chiesa Presbiteriana, Battista etc. è semplicemente stupido. Questa divisione tra le confessioni religiose è un oltraggio a Dio, poiché Dio vede tutti gli uomini allo stesso modo come Suoi figli. A questo punto vorrei presentare l’opinione di un altro sacerdote. Egli indagò sulla realtà della divisione tra le sette e sollevò molte questioni teologiche riguardo questo problema su tanti livelli.
Oltre al Protestantesimo e al Cattolicesimo c’è un’infinità di altre religioni. Il Dio che servono è diverso oppure rappresentano tutte lo stesso, unico Dio? Perché gli esseri umani cercano Dio e anelano al mondo dell’aldilà interrogandosi su di esso? Qual è la natura di Dio e la natura originale dell’uomo, e come differiscono queste nature? Si tormentò su queste questioni per lungo tempo. Ogni paese ha un gran numero di religioni diverse eppure, alla fine, si prefiggono tutte il raggiungimento del bene e la creazione di un’unica comunità umana. Questo ci fa capire che la religione è essenziale e indispensabile per la vita dell’uomo e che non possiamo mai prendere alla leggera l’influenza che essa ha sulla nostra vita. Allora, da dove viene il desiderio religioso e perché non riusciamo mai a fare a meno della nostra religiosità? Da dove viene la religiosità dell’uomo? Perché desideriamo ardentemente Dio e cerchiamo di aggrapparci a Lui? Se le persone non si affidano al Dio assoluto, cercano comunque di affidarsi a qualche essere: si inchinano, ad esempio, davanti al mare, a un fiume o a un albero, e cercano di deporre i pesi della loro vita ai piedi di qualche divinità. Da dove viene questo tipo di natura?
Malgrado il nostro costante desiderio di essere perfetti, perché non possiamo fare a meno di vivere come creature imperfette? Perché non possiamo decidere le questioni che riguardano la nostra vita e la nostra morte?  Perché la maggior parte delle persone vive ogni giorno nell’ansietà e nell’insicurezza di un domani incerto? Queste erano le domande che angustiavano questo prete. Secondo il suo racconto, intraprese la via della religione perché sentiva che non poteva vivere una vita normale e avere una famiglia mentre era tormentato da queste domande. Ma anche nel corso della sua vita religiosa, non riuscì a trovare una soluzione fondamentale ai problemi della realtà umana. «Come possiamo dire che Dio esiste, quando non possiamo neppure vederLo o parlarGli tranquillamente?» – si domandava. Ma anche se nella sua ricerca religiosa nutriva tanti dubbi sulla vita, non poté abbandonare la religione. Questa fu la sua vita sulla terra.
Dopo aver concluso la sua vita terrena seguendo la religione ed essere venuto nel mondo spirituale, i suoi dubbi continuarono. Tuttavia, quello di cui si è reso chiaramente conto qui, è che nel mondo spirituale le diverse religioni possono servire il loro fondatore, ma le divinità che servivano sulla terra non si possono vedere da nessuna parte – il loro oggetto di fede è l’unico Dio. Un giorno qualcuno stava tenendo una conferenza ad una grande folla. L’oratore parlava con fervore e diceva: «Non esiste nessun Dio per noi, esistiamo solo noi». All’improvviso, però, tutta l’area si oscurò e scoppiarono tuoni e fulmini in un vortice di vento. Dopo un po’ l’oscurità se ne andò, apparve una luce splendente e si poté udire una voce tonante che diceva: «Io, Jahvè, sono il Creatore di tutta l’umanità. Senza inizio né fine, c’è un solo, unico Jahvè». Tutti i presenti tremavano, mentre l’appassionato oratore era già scomparso.
Quello che il prete capì, attraverso questa esperienza, è che, quantunque ci siano tante religioni e denominazioni diverse, le loro uniche differenze sono nel modo di servire Dio, e che per tutti noi esiste un solo Dio, Jahvè, il Dio di tutte le genti. In quel momento, finalmente, poté mettere completamente a tacere i dubbi che l’avevano tormentato per tutta la vita e iniziare a concentrarsi solo a servire Dio. Disse che voleva comunicare con fiducia a tutte le persone religiose che sono alla ricerca, che hanno degli interrogativi e si tormentano come lui, che esiste un solo oggetto supremo della nostra fede. Sosteneva che le divisioni fra le confessioni sulla terra sono sorte dal pensiero sbagliato dell’uomo, e che se tutta l’umanità servisse l’unico Dio, non ci sarebbero scismi tra le sette. In conclusione, sottolineò che Dio potrà riposare tranquillo solo quando le diverse religioni si uniranno, e la pace dell’umanità si realizzerà soltanto quando serviremo il solo e unico Dio.
11 maggio 2000

Dio è il genitore dell’umanità

Pastori Protestanti 
Dio è il genitore di tutta l’umanità
Poiché noi esseri umani nasciamo attraverso nostra madre, possiamo capire facilmente nostra madre. La maggior parte delle persone porta un’immagine dei propri genitori, che ha in comune per decreto celeste. Ma a prescindere da chi siano i nostri genitori, noi esseri umani non possiamo sfuggire ai problemi della vita, della morte, della sofferenza e della gioia, o agli alti e bassi nella nostra vita sulla terra. Quindi, al di là dei nostri genitori naturali, questo ci costringe a pensare al problema dell’esistenza di Dio che è il genitore di tutta l’umanità. Una domanda che non possiamo fare a meno di porci almeno una volta nella nostra vita terrena è quella dell’esistenza di Dio.
Ho fatto visita ad un altro ministro per ascoltare la sua esperienza di Dio. Indubbiamente, anche lui si era tormentato profondamente sui problemi comuni dell’uomo che ho appena menzionato. I suoi genitori erano morti quand’era piccolo e così era cresciuto povero in un orfanotrofio senza poter sperimentare l’amore dei genitori. Dopo un po’, tuttavia, fu adottato da una famiglia benestante e visse una vita felice con i suoi genitori ricchi. Ma si tormentava sul problema non risolto dei suoi genitori fisici, sui genitori spirituali e l’esistenza di Dio e, di conseguenza, si dedicò allo studio della teologia. Condusse una vita di fede fuori dal comune ed ebbe un’esperienza simile a quella di Buddha, attraverso la quale incontrò Dio
Raccontò che quando Dio lo chiamava gli diceva sempre: «Figlio mio! Io sono tuo Padre», invece di chiamarlo per nome. Nel momento in cui Dio lo chiamava “Figlio mio” sperimentava una consolazione speciale che non aveva mai ricevuto da nessuno; ricordava che per lui quella voce rassicurante era più tenera, gioiosa e pacifica di quella con cui nessun genitore al mondo potrebbe far sentire il proprio figlio. Quando chiese a Dio: «Come mai tu sei mio Padre?» Dio rispose: «Io, il Dio di tutti, sono il Creatore di tutta l’umanità e il Padre di tutta l’umanità. Ecco perché sono tuo Padre e tu sei Mio figlio».
Avendo provato il calore e la felicità del Dio Padre sulla terra, voleva vedere l’essenza reale del Dio Padre nel mondo spirituale e fece interminabili preghiere e condizioni spirituali a questo scopo. Tuttavia arrivò a capire chiaramente che Dio non può apparire con un corpo, e che se potesse farlo non potrebbe apparire come il Padre di tutte le persone. Disse che, anche se quando era sulla terra aveva studiato a lungo la teologia, non poteva veramente sentire che Dio era il suo genitore. Disse inoltre che, anche se sulla terra non poteva credere con certezza, la sua esperienza nel mondo spirituale lo aveva aiutato a capire molto chiaramente che Dio è il genitore eterno. Fece un’onesta confessione dicendo: «La mia speranza si è realizzata. Finalmente sono felice e benedetto».
8 maggio 2000

Esperienza di Dio di un ministro cristiano

Pastori protestanti
L’amore eterno di Dio
Dio trascende il tempo e lo spazio e può scegliere di apparirci o di non apparirci. Ciò significa che anche se l’amore di Dio per noi è infinito ed eterno, possono esserci delle situazioni in cui Dio non può essere presente. Come è triste questo! Qui vorrei introdurre l’esperienza di Dio di un altro ministro cristiano. Egli visse una lunga vita di dissipazione prima di diventare sacerdote sulla terra. Da giovane non era minimamente interessato all’esistenza di Dio o ai problemi di fede, e non aveva nessuna idea sul significato della vita. Tuttavia, passati gli anni della gioventù, fu assillato dal pensiero che Dio potesse esistere veramente; questo perché vide un giovane che era stato molto più depravato di lui abbracciare una vita nuova e sincera attraverso l’amore di Dio.
Fu chiaramente testimone del fatto che questo giovane, che prima era stato uno scellerato, aveva cambiato vita dopo aver incontrato Dio ed ora viveva sinceramente per amore Suo; questo lo commosse profondamente. Così chiese al giovane: «Che cos’è la vita per amore di Dio e come hai incontrato Dio?» La sua risposta fu molto semplice: «Mi sono reso conto dell’amore di Dio, ma non posso mostrarti o spiegarti il Dio che ho incontrato. Vivo in piena fiducia del Suo amore». Il ministro, tuttavia, confessò che anche dopo aver avuto una prova dalla vita di quel giovane, aveva ancora vissuto in modo sconsiderato per tanto tempo senza capire la fede in Dio o il significato della vita. Poi mi raccontò come aveva sperimentato l’amore di Dio. Una mattina si svegliò alla luce accecante del sole e un raggio di sole brillava su di lui. In quella luce poté udire qualcosa di simile alla voce di Dio che diceva: «Forse i tuoi occhi sono abbagliati, ma aprili e vedi cos’è quella luce». Quando aprì gli occhi, non era visibile nessuna luce del sole, ma poté scorgere solo la luce della croce di Gesù che risplendeva fuori dalla finestra. Seguì la luce della croce fino ad un certo posto dove trovò un povero vecchio abbandonato da solo in una squallida casa.
Poi la luce della croce scomparve e, mentre ritornava in sé, capì che quel vecchio non era altro che suo padre che amava teneramente. Anche se il padre viveva da solo non lontano da lui, egli aveva vissuto una vita dissipata senza prendersi cura di lui. Provò un dispiacere tremendo. Mentre pensava alla croce che era scomparsa, lacrime di pentimento e il fuoco dello Spirito Santo sgorgarono dal profondo del suo cuore. Pentendosi per essere vissuto in modo vergognoso trascurando il padre sofferente, invocò il Signore con tutta la sua voce e pregò Dio di aprirgli la strada su cui poter procedere. In quel momento udì la voce di Dio che diceva: «L’amore di Dio è eterno. L’inizio è l’amore, e lo è anche la fine. Perciò ama i tuoi fratelli e sorelle e il tuo prossimo».
Da allora la sua visione della vita cambiò completamente. Poiché non c’era nessuno che si prendesse cura di lui o lo aiutasse, si affidò interamente alla preghiera. Decise di amare prima suo padre, che era così debole da non potersi nemmeno reggere in piedi senza l’aiuto di qualcuno. Tuttavia il padre gli disse: «Non stare accanto a me, ama e salva l’umanità». In quel momento l’amore di suo padre e l’amore di Dio gli fecero provare un dolore che gli parve talmente forte da sciogliere il cielo e la terra. Allora andò da un suo amico e lo supplicò di aiutarlo; l’amico lo condusse in chiesa e gli fece ascoltare la parola di Dio. Dopodiché prese la decisione di abbracciare la via del sacerdozio per amore di Dio e lo sviluppo della chiesa e si dedicò ad amare l’umanità con la parola di Dio.
Anche se Dio è amore dall’inizio alla fine, non abbiamo quasi nessuna percezione del Suo amore infinito, e questo è il motivo per cui l’amore di Dio e la vita umana sono separati. Sulla terra o nel mondo spirituale, l’amore di Dio è imperscrutabile, infinito ed eterno, ma anche se in tanti casi il Suo amore non può apparirci chiaramente, Dio ci ama lo stesso continuamente. Il punto è che noi esseri umani abbiamo un’idea sbagliata del Suo amore. Dio lo aveva aspettato ed era andato da lui anche quando viveva una vita traviata e qui, nel mondo spirituale, Dio lo ha amato senza chiedergli dei suoi peccati passati. L’amore di Dio è la base della felicità eterna; l’unico problema è che noi esseri umani siamo troppo ottusi per rendercene conto. Questa era la sua conclusione.
3 maggio 2000

S. Agostino, l ’amore di Dio

Dio scoperto da Sant'Agostino
L’amore di Dio
Riceviamo il nostro corpo dai nostri genitori fisici e viviamo la nostra vita nel loro amore. Perciò siamo sempre pronti a rispettare l’amore dei nostri genitori fisici, perché lo sperimentiamo attraverso i nostri sensi fisici. D’altro canto, poiché generalmente non possiamo percepire l’amore di Dio attraverso i nostri sensi fisici, viviamo la nostra vita preoccupandoci poco del Suo amore.
In realtà, durante tutta la nostra vita, l’amore di Dio svolge un ruolo molto più importante dell’amore dei nostri genitori fisici. Nonostante ciò, la maggior parte di noi non riesce a riconoscere l’amore di Dio.
Nella mia vita terrena, per quanto mi sia reso conto dell’amore di Dio fino ad un certo punto, non sono riuscito a capire che Dio ci dà un amore immensamente più grande e più profondo di quello che immaginiamo.
Persino dopo che mi sono separato dal mio corpo e sono arrivato qui, non sono riuscito a capire questo, anche se ho sperimentato l’amore di Dio tantissime volte; da qui il mio pentimento per un lungo periodo di tempo. Non posso descrivere a parole il mio cuore a quel tempo.
Penso che sia solo perché non conoscono Dio, che le persone Lo servono, Lo pregano e Lo supplicano, perché Dio sa già di che cosa abbiamo bisogno e ha già preparato quello per cui preghiamo, proprio come una madre conosce e prepara ciò di cui il suo bambino ha bisogno ancor prima che il bimbo pianga per ottenerlo.
Dopo essere venuto qui e aver udito la voce di Dio, mi sono reso conto tante volte dei miei difetti e dei miei errori che non avevo capito, così ho fatto continue preghiere di pentimento. Ogni volta che facevo questo, Dio mi chiamava: «Agostino», poi non diceva più nulla. E quando mi inginocchiavo e mi inchinavo, chiamava alcune volte il mio nome «Agostino», poi se ne andava. Quando rimasi senza parole, mi prostrai a terra e versai lacrime di pentimento, Dio mi chiamò e mi disse: «Le tue lacrime addolorano il mio cuore», poi se ne andò di nuovo.
Da quel momento decisi di non piangere più davanti a Dio per non affliggere il Suo cuore. Ma questo non è tutto sulla mia esperienza di Dio; ho sperimentato Dio in tante dimensioni diverse.
Un giorno, per presentare Dio, con entusiasmo spiegai a qualcuno l’immagine di Dio che avevo sperimentato direttamente, dicendogli che anche lui poteva incontrare Dio di persona. Dopo qualche giorno, tuttavia, Dio mi chiamò e mi disse: «Dio non può incontrare direttamente questa persona. Perciò, vai tu, al mio posto, a testimoniargli di Dio. Costui ha ancora tanta strada da fare prima di incontrare Dio. Proprio come io ti amo, così tu guida lui con amore, ma non dirgli che Dio non lo può incontrare direttamente».
Nel corso dei secoli, anche se Dio voleva vivere insieme alle persone, la provvidenza di restaurazione è stata prolungata ripetutamente perché le persone hanno continuato a non essere all’altezza dello standard. Ogni volta che penso a questo mi si spezza il cuore.
Posso presentare con fiducia Dio a qualunque persona, e continuerò a impegnarmi per aiutare tutti a stabilire il loro standard di cuore in modo che possano incontrare Dio direttamente. Pregherò con fervore affinché venga presto il giorno in cui tutti noi, me compreso, possiamo coltivare il campo del nostro cuore e stabilire il nostro atteggiamento di fede nel modo giusto.

Dio scoperto da Sant'Agostino


Dio scoperto da Sant'Agostino

Dove si trova Dio 
Dio, che è onnipresente e onnipotente, non può essere giudicato dal comune pensiero umano. Dio vuole essere sempre presente nel nostro cuore e stare con noi in tutti gli aspetti della nostra vita, ma questo Suo desiderio non si è potuto realizzare perché noi non siamo riusciti a diventare uno con Lui.
Anche se Dio è sempre venuto da noi con un cuore di genitore, noi non Lo abbiamo servito, e anche se Egli è sempre stato al nostro fianco, proteggendoci ed amandoci, noi non siamo riusciti a sentirLo e a capirLo. Sebbene da tempo immemorabile Dio ci abbracci, ci accarezzi e si preoccupi di noi, noi abbiamo continuato a vivere senza essere in grado di percepirLo.
Questa è l’origine del dolore di Dio e di tutta la tragedia umana. 
Mentre vivevo sulla terra, ho sperimentato l’amore di Dio fino a un certo punto, ma era un’esperienza basata sui miei sensi fisici e quindi assolutamente incomparabile all’amore di Dio che ho conosciuto qui nel mondo spirituale.
Un giorno mentre pregavo Dio, io Agostino, un essere umano, sentivo questo desiderio: «Se solo potessi essere con Dio», quando la voce di Dio risuonò con una luce delicata che diceva: «Ascolta, Agostino. Io sono sempre stato con te e sarò sempre con te. Tu, però, Mi stai cercando, anche se sei sempre accanto a Me. Questo perché tu ed Io non siamo sempre stati una cosa sola».
Gli chiesi: «Come posso essere uno con Te?»
Ma senza rispondere, Dio mi abbracciò per un po’ con una luce incantevole, poi se ne andò da qualche parte. Pregai e aspettai molto tempo per ricevere una risposta da Dio.
Un giorno la luce brillante apparve di nuovo in un lampo e Dio disse: «Te sei ancora tu. Quanto hai cercato di diventare Me? » Risposi: «Dio, ho fatto non pochi sforzi per realizzare questo, ma non riesco a sentire facilmente cosa significa diventare come Te».
Allora Dio rispose: «Agostino, abbandona te stesso e svuota il tuo cuore. Coltiva il campo del tuo cuore in modo che Dio possa dimorare in esso in qualunque momento».
Dio vuole dimorare nel cuore di ognuno di noi e vivere con noi, eppure poiché il cuore di preghiera di Agostino, il suo cuore di pensare e ricordare gli altri era solo pieno di desiderio egocentrico, di egoismo.
Dio non poteva trovare la Sua dimora dentro di lui. Qui nel mondo spirituale, ho sperimentato così tanto questa realtà, fin nelle ossa. Ma questa sporcizia è ancora annidata nel cuore di Agostino.
Possiamo incontrare Dio solo dopo aver rimosso dal nostro cuore tutti i desideri egoistici. Io mi sto impegnando continuamente per quel giorno.
28 aprile 2000

Il posto di Sant’Agostino nel mondo spirituale


Il posto di Sant’Agostino nel mondo spirituale
Anche se vivevo nell’amore e nella luce straordinaria di Dio, tante volte non riuscivo a realizzare i desideri di Dio perché non li capivo chiaramente. Così, continuando la mia preghiera a diversi livelli, feci ogni genere di sforzo per mantenere il principio di dire sempre di sì a Dio. Poiché questo sforzo continuò per un certo periodo, a poco a poco arrivai a capire che Dio è un essere che è molto vicino a me. Dio mi aiutò a maturare in tanti modi. A volte appariva in una luce brillante e variopinta, a volte in un vortice di luce. A volte appariva come la luce della sera che viene da lontano e aspettava finché non l’accoglievo chiamando: “Dio”.
In effetti Dio è l’amore stesso. Quando non riconoscevo la presenza di Dio, quella luce se ne stava lì senza muoversi, e quando mi rendevo conto che Dio era presente, allora scompariva in un attimo. Capii che Dio è sempre con me solo dopo che questa cosa si fu ripetuta un’infinità di volte. Poi, un giorno, pregai con lacrime di gratitudine dicendo: “Dio, grazie. Perché mi ami così tanto? Perché mi dai soltanto amore quando io sono così ottuso?” Allora Dio abbracciò tutto il mio corpo come la luce tiepida del sole primaverile e mi disse: “È da tanto tempo che sono con te, eppure tu sei stato solo tu. Ora che hai capito la Mia volontà, vai avanti e realizza la tua missione. Prega per scoprire qual è la tua missione”. Poi se ne andò.
Feci quasi un balzo per la gioia e la gratitudine. Pregai continuamente per trovare la mia missione, dicendo: “Dio, per favore, aiutami. Dammi la saggezza per scoprire qual è la mia missione”. Ma Dio non mi diceva direttamente qual era la mia missione. Quando pregavo, sentivo un punto comune in ogni preghiera: se non svuotavo completamente me stesso davanti a Dio, non potevo capire la Sua volontà e il Suo insegnamento. Sperimentai che se pregavo dopo aver riflettuto profondamente sulle parole: “Tu sei tu, perciò prega che tu diventi Me”, subito nella mia mente balenava qualche intuizione. Da questa esperienza arrivai a capire questo: Dio è indubbiamente vivo e il Dio vivente ci appare come luce. Questa luce non è facilmente accessibile ai sensi umani, ma se uniamo la mente e il corpo e desideriamo e preghiamo sinceramente di essere vicini a Dio, Egli ci abbraccia in tante forme di luce diverse. Io devo far conoscere questa realtà, e finalmente ho capito che questa è la mia missione.
Da quel momento in poi, ho trasmesso il Dio che ho sperimentato in tante immagini a tante persone. Ora, quando Dio mi viene vicino, provo una sorta di intenso tremore. Ho ricevuto da Dio la missione di far conoscere questa realtà a tante persone. Dio è amore. Egli ci appare come luce. E Dio sta sempre con me. Tutte le persone devono scoprire e sentire questo Dio.
25 aprile 2000

La vita di Sant’Agostino sulla terra, l’età adulta

La vita di Sant’Agostino sulla terra
 l’età adulta
La maggior parte delle persone che sono morte, nel loro processo di nascita, crescita e ritorno a Dio, devono aver concluso la loro vita ignorando il fatto che l’essere umano è un microcosmo e una parte del corpo di Dio. Questo successe anche a me. Ma quando incontrai l’essenza della religione nella mia gioventù, la mia visione della vita cominciò a cambiare. Da allora, a differenza degli anni dell’adolescenza, sviluppai un grande interesse verso tutte le cose che riguardavano Dio. L’essere umano vive come una parte del corpo di Dio e nell’universo, dagli atomi estremamente piccoli al cielo immensamente grande, non c’è nulla che non appartenga a Lui. Il corpo e lo spirito umano appartengono tutti a Dio e, dalle piccole cellule umane ai fini capelli dell’uomo, non c’è nulla che appartiene agli esseri umani stessi. Così non c’è nulla in nostro possesso che non sia toccato dalla mano di Dio.
Come furono creati gli esseri umani? Sappiamo poco su queste questioni, eppure abbiamo trattato e usato il nostro corpo con negligenza, a nostro piacimento, come se fossimo noi i proprietari. Se è vero che Dio ci ha creato, deve conoscere i particolari di ciascuno di noi. Deve esistere un essere che sa da dove siamo venuti, attraverso quale processo siamo stati creati e qual è lo scopo della nostra creazione; se questo essere è Dio, non pensate che conosca tutte queste cose? Se Dio è colui che ci ha ideato e creato, qual è il rapporto fra Lui e noi? Abbiamo i nostri genitori fisici e anche il nostro Creatore. Qual è il rapporto fra i genitori e i figli, e fra Dio e gli esseri umani? Nell’età adulta tentai di studiare concretamente e spiegare chiaramente questa profonda questione e la provvidenza di Dio. A quel tempo tra i miei interessi principali c’erano domande del tipo: Per quale scopo sono nato in questo mondo? Qual è lo scopo e la speranza finale di Dio per noi? Alla fine dove andremo?
Cercai di assumermi la responsabilità delle dottrine che avevo stabilito, perché non volevo che le mie idee causassero confusione nei miei discepoli, nei miei successori o nelle generazioni future. Cercai di descrivere chiaramente che direzione aveva preso la mia vita passata, per cosa avevo vissuto, da dove veniamo e dove siamo diretti. Volevo fare un’opera di valore come parte del corpo di Dio e completare la mia missione sulla terra. Mi dedicai con grande impegno a studiare la speranza di Dio per noi esseri umani e Dio stesso. Volevo scrivere in modo dettagliato quali sono i nostri doveri verso Dio e perché dobbiamo vivere sotto la Sua legge. Solo in età adulta arrivai a poco a poco a capire il significato delle preghiere accorate di mia madre. Da adulto mi dedicai unicamente a vivere con Dio e a scrivere in modo chiaro e dettagliato sulla Sua esistenza, la Sua provvidenza e i nostri doveri di fronte a Lui. Quindi, il mio desiderio costante e la motivazione della mia vita da adulto era trasformare il mondo che ignora Dio in un mondo dove si adora e si serve solo Dio.
20 aprile 2000

La vita di Sant’Agostino sulla terra, la giovinezza


la giovinezza
Generalmente le persone nascono dai loro genitori, crescono con gli insegnamenti dei loro genitori, obbediscono a loro, condividono l’amore con loro e si sposano con la loro benedizione. La mia vita, tuttavia, sotto tanti aspetti fu diversa da questo modello normale. Fu così singolare che scrissi addirittura le mie Confessioni! Sin dall’infanzia, ignorando le suppliche accorate di mia madre di servire Dio, seguii la strada opposta; dal momento che Dio non si può vedere, io sono sempre vissuto con un atteggiamento di disobbedienza nei Suoi confronti e questo deve aver fatto soffrire tremendamente i miei genitori. A quel tempo, le ammonizioni dei miei genitori suscitavano soltanto ribellione nel mio cuore ed io pensavo solo a come sfuggire alle restrizioni della fede e vivere liberamente. Man mano che i giorni passavano, questa mia tendenza prese sempre più piede e non davo ascolto a nessuno. In questo modo, con le cattive amicizie, caddi nella fornicazione, cosa che mia madre detestava di più, nonché nella dissipazione, nell'indulgenza e persino nel furto.
Non avevo né la determinazione di abbandonare quella cattiva condotta, né il desiderio o la speranza di un’alternativa a quel genere di vita. Quanto ai miei studi, assunsi un atteggiamento passivo nei loro confronti, pensando che erano un mezzo per soddisfare le aspirazioni e le richieste dei miei genitori, anziché un mio desiderio personale che aveva qualcosa a che fare col mio futuro; così non mi dedicai allo studio. Non potevo essere contento di quella vita depravata, e questo è stato l’aspetto più triste della mia vita passata. Frequentando sempre degli amici dissoluti, li spingevo a fare altre cose cattive, mentre mostravo loro aspetti ancora più depravati di me stesso.
Pensavo che il figlio che avevo avuto fosse un frutto della mia vita terribile. Il nostro rapporto era lungi dal rappresentare anche solo l’amore comune che c’è fra genitori e figli. Vivevo come mi pareva, senza accettare l’intromissione di nessuno e senza sottostare a nessuna regola; questo era il mio atteggiamento e il mio modo di vita a quel tempo. A quell’epoca le persone a cui davo meno importanza erano prima di tutto Dio, poi i miei genitori e in terzo luogo la mia donna; non avevo la benché minima preoccupazione o interesse per loro. In breve, posso dire che la mia gioventù fu un lungo periodo di miserabile indulgenza. Allora, come ha potuto un disgraziato imperdonabile come me cambiare e diventare Sant’Agostino, che oggi è ammirato da così tanti cristiani? Cos’è intervenuto per creare la mia realtà presente? Penso che siano stati soprattutto la perseveranza e le preghiere devote di mia madre, nonché l’amore infinito di Dio.

La vita di Sant’Agostino sulla terra, l’infanzia


Le confessioni di Sant’Agostino dal mondo spirituale
1. La vita di Sant’Agostino sulla terra
l’infanzia
In tutta la mia infanzia, io (Sant’Agostino) non ho avuto nessuna caratteristica speciale di particolare rilievo. Se ero diverso dagli altri bambini, tuttavia, era per il fatto che ero fortemente influenzato da mia madre, Monica, che viveva in costante preghiera facendo sacrifici spirituali per suo figlio, e aveva l’idea che ogni cosa, dal cielo alla più piccola delle creature, ha origine in Dio. Quand’ero bambino, mia madre faceva delle preghiere molto lunghe ed io, dovendo aspettare tante ore che le sue preghiere finissero, spesso mi addormentavo accanto a lei per la noia insopportabile. Durante le sue preghiere molte volte sgattaiolavo via e me andavo in giro per la città, cercando gli amici e i luoghi di divertimento, e lei doveva vagare per tutta la città alla mia ricerca.
Dopo un po’ cominciò ad impartirmi un’educazione rigorosa su Dio. Mi insegnò che Dio è presente persino nei sassolini e nei granelli di sabbia sulla strada. Quando indulgevo eccessivamente in pensieri piacevoli o nei divertimenti, lei mi ammoniva in tanti modi diversi, dicendo, ad esempio, che avevo un sacco di cose da fare per Dio. Mi insegnò in più di un’occasione che, dal momento che noi esseri umani siamo creati da Dio, sarebbe un tradimento dimenticare la Sua grazia. Quando era l’ora di mangiare, consacrava ogni cibo sulla tavola e rendeva grazie a Dio, dicendomi: «Non dimenticare mai di essere grato a Dio, perché tutti questi cibi sono preparati da Lui». Anche in molte altre maniere mi inculcava la fede in Dio. La sua vita era dedita solamente a servire Dio, che per lei rappresentava tutto il significato della sua esistenza.
La sua espressione di fede era totalmente diversa da quella delle altre persone. Poiché crebbi in un’atmosfera del genere, il mio impulso ad andare in giro liberamente con i miei amici veniva represso dalla sua fede. Quando questo desiderio diventava incontrollabile, spesso scappavo via. Era più divertente e interessante andare fuori a giocare con gli amici perché non dovevamo parlare di Dio. Col passare del tempo, mi trovai a godermi la vita in una direzione opposta agli insegnamenti di mia madre.
Intanto nella mia mente si faceva strada la domanda in che modo si può avere la certezza dell’esistenza di Dio, che è invisibile. Poiché la mia opinione cominciò a tendere verso la negazione dell’esistenza di Dio, avevo il forte desiderio di andare nell’altra direzione. Preferivo stare insieme agli amici a conversare del più e del meno che pensare agli ammonimenti di mia madre. Dopo tutto quel periodo, spesso ero in disaccordo con la visione di Dio coltivata da mia madre. Nonostante ciò, la devozione e lo zelo di mia madre nei miei confronti non cambiarono mai e non si raffreddarono neanche un po’, anche se, man mano che i giorni passavano, continuavo a lamentarmi fortemente della sua educazione, in modo sempre più esplicito. Alla fine mi incamminai sulla strada dell’indulgenza e della dissipazione.
19 aprile 2000

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